Earl “Guitar” Williams, la chitarra di Birmingham

Earl Guitar Williams_IGP8080-Edit-2-EditRoger Stephenson
Una casetta di mattoni rossi con il tetto rosa nel cuore del quartiere nero di Bessemer, (cittadina alle porte di Birmingham) ha due insegne alle pareti: Intensive Care Beauty Salon e Music Makers recording studio. Sono arrivata nel mondo al di là del palcoscenico di Earl “Guitar” Williams, 65 anni, parrucchiere per signora, abile chitarrista, cantante blues e carismatico showman.

Novità editoriale: Blues pills, storia e illustrazioni alla scoperta della musica nera, libro di Lorenz Zadro (parole) e Alexandra Balint (illustrazioni)

Blues Lorenz Zadro
La musica Blues è la vera chiave della musica di tutti i tempi. Tutti, dai musicisti hard rock ai cantanti di teatro, sono passati per il Blues e hanno affermato, con espressione convinta, di aver suonato questo tipo di musica. Ascoltando un brano di musica Blues si possono gustare tutti i tipi di ingredienti musicali. Ma com’è possibile sapere se si tratta di vero Blues o di qualcosa di diverso?

Earl “Guitar” Williams, la chitarra di Birmingham

Earl Guitar Williams_IGP8080-Edit-2-EditRoger Stephenson
Una casetta di mattoni rossi con il tetto rosa nel cuore del quartiere nero di Bessemer, (cittadina alle porte di Birmingham) ha due insegne alle pareti: Intensive Care Beauty Salon e Music Makers recording studio. Sono arrivata nel mondo al di là del palcoscenico di Earl “Guitar” Williams, 65 anni, parrucchiere per signora, abile chitarrista, cantante blues e carismatico showman.

“Birmingham” George Conner

Freedom Creek, George Conner_IGP5665Roger Stephenson
È una splendida giornata di maggio, l’Activity Center di Aliceville, in Alabama, s’è riempito di musicisti blues. Siamo nella Black Belt, a 16 miglia di distanza da Old Memphis, il paesino di poche anime dove viveva Willie King e questo è il luogo che gli amici di Willie hanno scelto per continuare il suo Freedom Creek Festival dopo la sua morte.

Il Giardino dei Girasoli: recensione di “Profondo Sud”

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Difficile recensire un testo teatrale; lo è, soprattutto, quando non hai assistito allo spettacolo. È difficile recensire un testo come: “Profondo Sud - Storie dal profondo Sud americano per capire la lotta dei neri per la conquista dei diritti civili”.  Difficile sì, ma molto stimolante.