Dramma.it: Recensione di “Profondo Sud”

I libri del mese

Francesca Mereu è una giornalista free lance che ha lavorato per molti anni in Russia, corrispondente a Mosca e poi all’ONU per radio Americane. Da cinque anni vive e lavora a Birmingham in Alabama. Proprio questi ultimi anni le hanno consentito di approfondire ed appassionarsi alla storia del “Profondo sud” degli Stati Uniti. In questi due testi pubblicati dalla piccola casa editrice EEE book di Moncalieri, Mereu crea una miscela interessante tra giornalismo e storia, tra drammaturgia e racconto. Il risultato è un genere vicino al teatro ma che potremmo meglio definire come docudrammaturgico. Come detto si tratta di due pièce ma che in realtà costituiscono due capitoli di uno stesso lavoro. Entrambi infatti  raccontano la lotta per i diritti civili dei neri americani in Alabama soprattutto ma in genere in tutti gli Stati Uniti. “La musica del diavolo”, il primo atto unico, la racconta attraverso la storia del blues, la musica nata nelle piantagioni dai cori degli schiavi neri al lavoro, che è poi divenuta la linfa e l’ossatura di tutta la musica moderna. “The magic city” ricostruisce invece la storia di Birmingham, città emblema della segregazione razziale dopo l’abolizione della schiavitù e della difficile conquista dei diritti civili anche dopo che erano stati riconosciuti per legge federale. Drammaturgia narrativa grazie alla voce esterna che racconta e tesse le fila dei fatti principali, e drammaturgia documentaria grazie alle diverse voci che offrono testimonianze (vere) sulle vicende trattate. I testi prevedono una ricca notazione sulle musiche e i filmati da inserire nello spettacolo, tali da dare già al lettore una chiara idea del risultato scenico che la stessa autrice definisce teatro documentario. Un documentario comunque ben lontano dalla fredda analisi giornalistica, che mostra invece l’anima poetica ed artistica di un’opera intensa ed originale, appassionata e coinvolgente.

 

Qui trovate Profondo Sud in versione e-book o cartaceo

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